Devo ammettere
che prima di leggere questo libro non mi ero mai soffermata a pensare quanto e
in che modo anche sul web si siano riprodotte le dinamiche sessiste del
"meat-world". E dai tempi delle letture di Donna Haraway, qualche
anno fa, avevo anche smesso di riflettere sul grado di realtà attribuibile alle
affermazioni, relazioni e scambi che avvengono in rete.
Laurie Penny,
che invece sul web ci vive molto più intensamente di me, scoperchia un’insolita visione
del mondo geek come fondamentalmente dominato da giovani maschi bianchi della
middle class (ma che novità), che seguendo uno dei nuovi miti di fondazione del
XXI secolo passano dall'essere incompresi e sfigazzi alle medie, senza
possibilità alcuna che la ragazza amata e fighissima si innamori di loro, a
nuovi imprenditori di start-up di super-successo e yuppie post-moderni che
scalano le vette social(i) di google o amazon, vincendo le attenzioni di
ragazze ancora più belle, e ricreando sul web retoriche anti-femministe. La dimostrazione sotto i nostri occhi è che i canali utilizzati da donne, per dibattiti e informazione,
vengono troppo spesso riempiti di commenti sessisti e attacchi violentemente
personali, coperti dall'anonimato che la rete garantisce.
A metà del
libro, i pensieri conditi dall'esperienza diretta di Laurie Penny, hanno alzato
cupamente il livello della mia consapevolezza. Che fatica da fare anche sul
web, per far comprendere a tutti che
Che fatica per
noi donne e ragazze, che vorremmo appropriarci di concetti e identità come geek
e nerd, riuscire a farlo senza sciocche retoriche di camicie a quadri.
Continuavo a
leggere e trovavo questi nuovi spunti interessanti ma, ancora una volta, anche
la rete che per me era simbolo di libertà, mi ridiveniva terreno di lotta
politica e sociale...
Quasi senza
accorgermene però, il lume della speranza ricominciava a brillare e, nella
seconda parte del libro, mi sono trovata ad arrivare alla stessa conclusione di
sempre (alla quale infatti giunge anche Penny) che il mondo geek in questo caso
possa essere sia il problema che la soluzione.
Fortunatamente però
"[…]the internet lets you choose your own adventure. Systems can be rewritten. Protocols updated. [...]There's time to turn it round. The gender revolution and the digital revolution are happening together, and they scare the same people for the right reasons."
E, ancora una volta, la scelta è nelle mani di tutt* noi:
"The system adapts, and we can rewrite it so it works better - or we can make it a playroom for the prejudices of the past. It's up to us".
E quindi anche io, nel mio piccolo, decido di ricominciare a mettere in rete qualche consiglio di lettura. E questo breve ma intenso libro ne fa sicuramente parte.
