domenica 25 marzo 2012

Stupore e tremori

J'explorais des catégories grammaticales en mutation: "Et si Adam Johnson devenait le verbe, dimanche prochain le sujet, jouer au golf le complément d'objet et monsieur Saito l'adverbe? Dimanche prochain accepte avec joie de venir Adamjohnsoner un jouer au golf monsieurSaitoment. Et pan dans l'oeil d'Aristote!" (p. 12)

Recenti statistiche rilevano che il 57% di donne e uomini europei sotto i 35 anni vorrebbero cambiare lavoro. In questa assolata domenica di primavera consiglio a noi tutti là dentro e fuori la lettura di "Stupeur et tremblements" (ed. it. Guanda) di Amélie Nothomb, un ottimo viatico per tener duro fino a che si riesce ed eventualmente lasciare la propria occupazione verso nuove avventure, con sana nostalgia ma senza rimpianti.
Seguire la protagonista durante l'anno di lavoro alla potente azienda giapponese Yumimoto, al termine del quale arriverà ad essere retrocessa fino a sorvegliante dei bagni, vi farà ridere anche delle vostre disgrazie quotidiane e in fondo al cuore ringrazierete di non avere come capi il laido Omochi che vi urla in faccia le peggio cose nonostante i vostri sforzi o il perfido Saito al quale non andrà mai bene nulla di quello che fate o non fate, nonostante per lui siate disposte/i a mettere in discussione certezze che vi accompagnano dalle elementari, come le categorie grammaticali! A seconda del vostro carattere e della vostra situazione al lavoro più o meno disastrosa, proverete sentimenti contrastanti nei confronti dell'irreprensibile Mori Fubuki, diretta superiore della nostra eroina, causa più o meno diretta di tutte le sue disgrazie. Scrittura irresistibile, con un occhio sempre attento a cogliere i particolari più grotteschi della vita e a farci sbirciare la realtà giapponese con tutte le sue particolarità che da "bianca" mi sentirei di definire lontane follie, come la condizione in cui lavorano e vivono le donne nelle imprese e nella società nipponica: "ici commence l'interminable thèorie de tes devoirs stériles. Tu devras etre irréprochable, pour cette seule raison que c'est la moindre des choses. Etre irreprochable ne te rapportera rien d'autre que d'etre irréprochable, ce qui n'est ni une fierté ni encore moins une volupté". (p. 95)
Mi correggo...sono effettivamente follie ma forse non così lontane...
Buona lettura e buon lavoro a tutte/i!

domenica 11 marzo 2012

I'm in love with the CIRQUE

Amici e Amiche..wah! 


Sono appena tornata a casa dallo spettacolo del Cirque du soleil "Alegria" e non ne sono ancora uscita del tutto! Ma che magia! Ma che poesia! I tipi che saltano sui tappeti elastici e intanto che volteggiano sembrano fermarsi a mezz'aria per poi decidere dopo qualche interminabile secondo di tornare a terra! Incredibili! Le tipe che si contorcono come splendidi serpenti e tu pensi "oddio ma come fanno"?!  
I trapezisti fantastici che ad ogni salto ti tolgono il respiro, la ragazza-cerchio alias la donna più coordinata del mondo!
I due che giocano col fuoco come niente fosse, i tipi che fanno dei salti multipli mortali e carpiati...atterrando su delle barre larghe 15 cm...e tu a bocca aperta...
...ed infine i clown che comunque non smettono di far ridere!
Insomma, un'esperienza unica e davvero coinvolgente... mi è anche venuta in mente una pubblicità progresso: lascia il mondo fuori. Entra nel Cirque!
Buona settimana a tutti/e!

giovedì 8 marzo 2012

A tutti gli studenti e le studentesse

Ci sono autori che magari non sono i vostri preferiti, che forse non considerate i migliori di tutti, che a volte scordate di citare quando vi fanno domande sulle vostre letture, ma dei quali non vi perdete un libro e vi precipitate in libreria appena vedete il bollino "novità" sulla loro ultima opera...
Ecco, per me Alan Bennet è questo tipo di autore e quando ho visto gli "Studenti di storia" l'ho subito acquistato e divorato. 
Traduzione italiana di una pièce teatrale rappresentata per la prima volta a Londra nel 2004, è un testo nel miglior stile bennettiano, ironico, gaio, tagliente e allo stesso tempo profondo, che non smette di ribaltare le convenzioni, questa volta interrogandosi sull'utilità dello studio della storia e della letteratura oggi...
Avrà ragione il giovane Prof. Irwin:
[La storia] è performance. E' spettacolo. E quando non lo è fate in modo che lo diventi. (p. 88)
Oppure il vecchio Prof. Hector:
Oh si, utili...una prova scritta è come un albero di Natale, bisogna decorarla con tante belle "chicche". Il problema è che loro le hanno imparate a memoria. Par coeur. La loro dimora è il cuore, e come tutti i contenuti del cuore non vanno profanati spiattellandoli a comando." (p. 104)
O ancora la Prof.ssa Lintott:
"La storia è il commento alle varie e continue incapacità degli uomini. E' la processione delle donne che li seguono col secchio e lo straccio." (p. 148)
Ci troveremo a chiederci come Dakin a Irwin:
"Professore, ma lei è convinto di  quello che dice o vuole solo spingerci a riflettere?" (p. 79)
E riconosceremo l'amara verità nelle parole del Preside: 
"Non è che [Hector] non produca risultati. Li produce. Ma sono imprevedibili, non quantificabili e, visto l'attuale clima educativo, inutilizzabili. Lui starà anche facendo il suo lavoro, ma io non conosco un metodo che mi permetta di valutarlo." (p. 126)
Insomma, libro assai divertente e assai interessante. E qualunque sia la vostra risposta sull'utilità della storia..."passate il testimone. A volte è la sola cosa che potete fare. Prendetelo, tenetelo fra le mani e passatelo. Non per me, non per voi ma per qualcuno, chissà dove, un giorno. Passatelo ragazzi. E' questo il gioco che volevo insegnarvi. Passate il testimone". (Prof. Hector - p. 178)