giovedì 29 dicembre 2011

On ne résoudra pas le problème social sans résoudre la crise écologique

On voit tout de suite les valeurs à mettre en avant, celles qui devraient prendre le dessus par rapport aux valeurs (ou absence de valeurs) dominantes actuelles. L'altruisme devrait prendre le pas sur l'égoisme, la coopération sur la compétition effrénée, le plaisir du loisir et l'ethos du jeu sur l'obsession du travail, l'importance de la vie sociale sur la consommation illimitée, le local sur le global, l'autonomie sur l'hétéronomie, le gout de la belle ouvrage sur l'efficience productiviste, le raisonnable sur le rationnel, le relationnel sur le matériel...

Carissimi e carissime, diciamocelo: senza questa crisi globale e soprattutto senza la retorica della crisi che i nostri cari politici ci hanno propinato per tutto l'anno, noi tutti/e si starebbe meglio, se non altro più spensierati/e...
Ma visto che volenti o nolenti ci siamo in mezzo, cerchiamo di reagire aiutandoci reciprocamente a dotarci degli strumenti necessari a farne un buon uso!
Il mio piccolo contributo è questo consiglio di lettura che, tradotto nella lingua a voi più congeniale, aiuta a riorganizzare l'economia della nostra vita, materiale e spirituale, in modo un po' diverso e più sostenibile...soprattutto per noi stessi e chi ci sta intorno!!
Effetti collaterali: può indurre la drastica riduzione dei vostri consumi. Se preso sul serio riesce a scalfire il più acuto scetticismo e far seriamente pensare che un altro modo di vivere sia possibile.

domenica 25 dicembre 2011

Libro della domenica #2

Io non pretendo di avere del tempo per fare delle altre cose, io vorrei ogni tanto avere almeno un minuto per poter pensare a qualcos'altro che non siano sempre e solo le cose che devo fare, perché è questo che mi ruba il fiato, è questo che mi mangia la vita, non avere mai nemmeno un minuto per pensare a qualcosa che non siano sempre e solo le cose che devo fare. 

Carissime e carissimi, è fatta! Natale è arrivato, ciò che avevate in agenda lo avete o non lo avete portato a termine ma ormai va bene così. 
Regali impacchettati e scartati, pranzo cucinato e gustato; ora fate un bel respiro e godetevi gli avanzi di cibo e dell'anno in serenità! E se nei mesi passati avete avuto la fortuna di vedere gli spettacoli di Lella Costa a teatro, adesso potete recollect them in tranquillity. Se non lo avete fatto, avete ancora la possibilità di goderne leggendone la sceneggiatura. Come vedete, c'è sempre una seconda possibilità. Buon Natale...

venerdì 23 dicembre 2011

Perchè loro, gli Scrittori e le Scrittrici, lo dicono. E lo dicono meglio.

Non esistono amori sterili. Le precauzioni non servono a niente. Quando ti lascio, il dolore sta al fondo del mio essere come una specie di figlio.

Nizza, 1935 - Marguerite Yourcenar, due anni prima di conoscere l'amore della sua vita, attraversa una crisi passionale, il sentimento non corrisposto per il suo editore André Fraigneau.
Per digerire l'amaro momento, guarda un po', scrive. E proprio in questa occasione dà alla luce un capolavoro di rara bellezza che sarà pubblicato l'anno successivo col titolo "Feux", nel quale alterna a racconti biografici di personaggi dell'antica Grecia pensieri in prosa come quello lassù. Con la sua scrittura tesa e ornata, questo libro arriva dritto nelle viscere del lettore e di chi gli sta intorno ed il piccolo formato dell'ultima edizione lo rende adatto a seguirvi nei momenti e nei luoghi più impervi.
Effetti collaterali: se assunto in grandi dosi provoca dipendenza. Parti di voi potrebbero riconoscersi nei personaggi più impensati e costringervi a prenderne atto. Lasciatevi andare.
P.s. La figura scelta per la copertina dell'edizione italiana del 1988 non è per nulla casuale; si piange un sacco e la catarsi è assicurata.

domenica 18 dicembre 2011

Libro della domenica #1


Carissimi e carissime, se anche voi qualche volta vi siete chiesti come abbiano vissuto l'infanzia o la giovinezza i nostri nonni e nonne durante la II guerra mondiale, vi consiglio questo tuffo nel passato che Miriam Mafai, con il suo “Pane nero” ci consente di fare! E' un libro umanissimo e coinvolgente che racconta la vita quotidiana di donne e uomini in Italia dal 1940 fino al 1945, introducendoci alle serate di gala della Milano bene ancora intoccate all'inizio della guerra, nelle file per i razionamenti che man mano divengono più lunghe e affamate, nelle fughe notturne dagli appartamenti al suono delle sirene d'allarme, sui tram guidati dalle donne che per la prima volta possono avere un lavoro, sui marciapiedi dove, secondo le parole di Mussolini nel 1942: “non c'è mai stata dimostrazione alcuna contro la guerra. Solo a Genova una donna, dico una donna soltanto, ha gridato che era ora di finirla”.
La donna si chiamava Silvia Bozzolo e aveva aggredito un gruppo di gerarchi nazisti che in divisa aspettavano Mussolini sul portone di palazzo Petrone dove allora aveva sede la Federazione Fascista. “Maledetti figli di bagascia!”, aveva gridato, “l'avete voluta la guerra ed ecco come siamo ridotti...fatela finita, tanto non la vincerete mai!'. La poveretta era fuori di sé, e non risulta che a suo carico siano mai stati presi provvedimenti. (pp. 138-139)
Effetti collaterali: fa venire una gran fame a qualunque ora del giorno e della notte. Rende il passato più vicino e attuale. Aumenta la consapevolezza e gratitudine del presente.

sabato 17 dicembre 2011

Vai così Artemisia!!


Roma, 1611- Artemisia Gentileschi, 18 anni, talentuosa apprendista pittrice, viene violentata dall'amico del padre, anch'egli pittore, Agostino Tassi. Un anno dopo inizia il processo al Tassi e, come spesso succede(va?), la ragazza da vittima diviene accusata: di non essere più vergine al momento dello stupro, di essere donna di facili costumi, di essersela cercata/meritata...Viene interrogata sotto tortura (lei, la vittima!!) e il suo nome insieme a quello del padre vengono diffamati dal Tassi e dai suoi difensori. Alla fine il Tassi viene condannato all'esilio che non sconterà mai grazie alla protezione dei suoi mecenati, mentre sarà Artemisia a doversi allontanare da Roma e, in aggiunta a ciò, il padre non trova altro mezzo per riabilitare il nome della figlia (e il proprio!) se non farla sposare ad un altro pittore amico suo e del Tassi. La giustizia che Artemisia non ha avuto in tribunale, sembra cercarla nella sua potente opera, tele di grande raffinatezza e realismo che spesso ritraggono Giuditta nell'atto di uccidere Oloferne. Tra le tele della mostra di Milano a Palazzo Reale mi ha molto colpito la Giuditta con la sua ancella della II sala, raffigurata come la ragazza della porta accanto che tiene però in mano la testa decapitata del mortale nemico! Sembra guardarci e dirci “mi ci sono trovata in mezzo ed è una cosa che non capisco fino in fondo...ma vi pareva il caso?”.

giovedì 27 ottobre 2011

Walking to Frogland...

Microfono acceso "uno-due-prova-sisisi"...
et dans 2 mois déménagement en France! Wah.