sabato 17 dicembre 2011

Vai così Artemisia!!


Roma, 1611- Artemisia Gentileschi, 18 anni, talentuosa apprendista pittrice, viene violentata dall'amico del padre, anch'egli pittore, Agostino Tassi. Un anno dopo inizia il processo al Tassi e, come spesso succede(va?), la ragazza da vittima diviene accusata: di non essere più vergine al momento dello stupro, di essere donna di facili costumi, di essersela cercata/meritata...Viene interrogata sotto tortura (lei, la vittima!!) e il suo nome insieme a quello del padre vengono diffamati dal Tassi e dai suoi difensori. Alla fine il Tassi viene condannato all'esilio che non sconterà mai grazie alla protezione dei suoi mecenati, mentre sarà Artemisia a doversi allontanare da Roma e, in aggiunta a ciò, il padre non trova altro mezzo per riabilitare il nome della figlia (e il proprio!) se non farla sposare ad un altro pittore amico suo e del Tassi. La giustizia che Artemisia non ha avuto in tribunale, sembra cercarla nella sua potente opera, tele di grande raffinatezza e realismo che spesso ritraggono Giuditta nell'atto di uccidere Oloferne. Tra le tele della mostra di Milano a Palazzo Reale mi ha molto colpito la Giuditta con la sua ancella della II sala, raffigurata come la ragazza della porta accanto che tiene però in mano la testa decapitata del mortale nemico! Sembra guardarci e dirci “mi ci sono trovata in mezzo ed è una cosa che non capisco fino in fondo...ma vi pareva il caso?”.

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