giovedì 5 luglio 2012

Racconta, Modesta, racconta...


Quando persone che non hanno assolutamente niente in comune vi parlano dello stesso libro con la medesima luce negli occhi, potete con una certa sicurezza affermare di trovarvi di fronte a un capolavoro e l'Arte della gioia, immensa opera postuma di Goliarda Sapienza, lo conferma. 
Ci sono mille aspetti che varrebbe la pena di sottolineare ma quelli più rilevanti credo siano essenzialmente tre.
La celebrazione di una vita vissuta con coraggio, passione e intelligenza. Tanta, tantissima intelligenza fin dai primi anni. "Imparai a leggere i libri in altro modo. Man mano che incontravo una certa parola, un certo aggettivo, li tiravo fuori dal loro contesto e li analizzavo per vedere se si potevano usare nel mio contesto". (p. 135) Che non la abbandona mai e che mai fa abbandonare a chi ha la fortuna di circondarla: "Ma tu, tu hai pane e libri, e non puoi avere scusanti". (p.379)
La descrizione minuziosa e familiare dei numerosi personaggi, tra i quali non di uno si riesce a dubitare.
-"Ho paura Carmine!
-Non è paura Modesta, sonno hai?
-Perché il sonno da paura? 
-E certo, la mancanza di sonno e di pane dà freddo e anche stranezze ca paura possono sembrare. Il corpo fiaccato non fa barriera ai brutti ricordi, e ai fantasmi della mente si abbandona. Dormi ora, e vedrai che domani mattina non avrai ricordo". (p.205) E ancora: "Rinasce Modesta partorita dal suo corpo, sradicata da quella di prima che tutto voleva, e il dubbio di sé e degli altri non sapeva sostenere. Rinasce nella coscienza d'essere sola. E giorno per giorno, ora per ora, accetta il ritorno di Beatrice dal suo lungo viaggio attraverso la follia." (p. 264)
E la carnale, inebriante e straziante accoglienza dei corpi, quello di Modesta innanzitutto, che ci lascia nude in balia di noi stesse. 
Sempre più bella nella sua morte apparente [Joyce] gira per casa, spia i visi gelosa, fa i capricci. Ma noi dell'isola sappiamo come convivere coi morti, quietarli se conviene, ma non credere mai quando dicono: "Eravamo così felici, Modesta, cosa è accaduto?"
E' accaduto che non ti accontentavi di niente inseguendo un tuo sogno di perfezione, e ora giaci sepolta tre metri sotto la terra del mio giardino e vorresti tornare a ieri. Ma per chi vive, ieri è solo servito come concime per questo oggi nuovo, tangibile, pieno di sole. Ho dentro tutto quel sole e intorno al collo, fra i capelli, le carezze di Jacopo. (p.401)
Da lettrice sono nata, cresciuta e invecchiata insieme a Modesta. Ho amato figli non solo miei e uomini e donne con cui ho condiviso la vita materiale e spirituale. Ho sofferto e goduto di incontri e discorsi, di viaggi e scoperte, di delusioni e malattie. Ho superato addii e ritorni e attraversato un secolo di storia, della nostra storia, accanto e per tramite di una donna straordinaria, che anche a libro finito mi continuerà a parlare.

- Dormi Modesta?
- No.
- Pensi?
- Si.
- Racconta Modesta, racconta. (p.511)
 P.s. L'incontro con Nina varrebbe da solo l'intero romanzo, ma non vorrei anticiparvi troppo...Buona lettura.

mercoledì 16 maggio 2012

Torches of freedom

Il cammino verso l'emancipazione, care le mie donne e cari i miei uomini, è tortuoso e accidentato, soprattutto quando il mercato si mette di mezzo.
Dalla notte dei tempi infatti tutto l'accesso ai simboli sociali del potere è (stato) in mano agli uomini e il fumo ne ha sempre fatto parte, rimanendo per le donne un tabù fino al 1800. La prima donna a farsi fotografare con una sigaretta in mano lo fece come atto di aperta ribellione nel 1851 e ancora nel 1908 a New York una donna venne arrestata per aver fumato una sigaretta in pubblico. Dunque all'inizio del XX secolo il fumo divenne per i primi movimenti femministi americani uno dei simboli di ribellione al potere maschile e di affermazione sociale della propria libertà. 
A quel punto le compagnie del tabacco fiutarono l'affare e a dispetto delle autorità proibizioniste o forse in accordo con quelle, cavalcarono l'onda organizzando imponenti campagne pubblicitarie dalla metà degli anni '20 in poi, invitando la "donna emancipata" a fumare e sfruttando lo slogan femminista che identificava nelle sigarette le nuove "Torches of Freedom". 
Negli anni '40 Philip Morris organizzò corsi per insegnare alle donne come fumare correttamente, affinché non venissero ridicolizzate dai fumatori uomini e negli anni '80 vennero inventate appositamente per il mercato femminile le sigarette sottili. Con la caduta del muro di Berlino le pubblicità poté allargarsi alle donne dei paesi dell'est invitandole ad assimilarsi alle loro "emancipate" cugine dell'ovest...
Risultato: dal 1957 al 2000 nella sola Italia la percentuale di uomini che fumano è scesa dal 65% al 28% e quella delle donne è salita dal 6% al 22% peraltro non implicando con questa ascesa un'altrettanta partecipazione al "potere".
Tutta questa storia mi lascia un po' di stucco: non voglio sostenere lo slogan opposto "nice girls don't smoke" che anzi è l'ennesimo ottimo mezzo propagandistico per farci fumare...quello che mi lascia basita è accorgermi di quanto il mercato abbia capito che sull'emancipazione si guadagna e quanto già lo abbia fatto sulla pelle degli altri.  In questo caso delle altre.
La storia non si cambia ma si impara e il futuro è ancora tutto da scrivere!
Keep on walking...troveremo altre torches of freedom più consapevolmente...
Per chi fosse curioso/a delle fonti: Luigi Bisalti @ Comune di Milano - Donne e qualità della vita; pubblicheranno le slides a breve.

giovedì 26 aprile 2012

Leggetelo.

Ci sono libri che andrebbero letti soltanto per il titolo che hanno.
Una parte di essi mantiene le promesse anche nel contenuto.
Pochi superano le aspettative e diventano un tutt'uno con il loro frontespizio.
Avrei voluto pubblicare questo post il 25 aprile perché questo libro è una vera e propria celebrazione di una liberazione. Ma, credetemi, ieri sera continuavo a sfogliarlo e non riuscivo e decidere quale citazione riportare perché ogni frase estrapolata dal suo contesto mi pareva perdere lucentezza e significato.

Questa mattina ho deciso di riassumere il concetto con una sola parola: leggetelo.
Amiche/i, se almeno una volta nella vita vi siete posti questa domanda, indipendentemente dalla risposta che avete o no trovato, semplicemente leggetelo. Un abbraccio!

mercoledì 11 aprile 2012

Il futuro dell'Europa, il Nostro futuro


"Il 2010 deve segnare un nuovo inizio. Voglio che l'Europa esca rafforzata dalla crisi economica e finanziaria".
Così comincia la premessa di José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, alla Strategia 2020, "per una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva".
"La crisi è un campanello d'allarme, il momento in cui ci si rende conto che mantenere lo status quo ci condannerebbe a un graduale declino [...]. La nostra priorità a breve termine è superare con successo la crisi. Sarà ancora dura ma ce la faremo [...]. Per conseguire un futuro sostenibile, dobbiamo sin d'ora guardare oltre il breve termine. L'Europa deve ritrovare la strada giusta e non deve più perderla. E' questo l'obiettivo della strategia Europa 2020: più posti di lavoro e una vita migliore [...]. L'Europa presenta molti punti di forza [...]. Dobbiamo avere fiducia nella nostra capacità di stabilire un programma ambizioso per noi stessi e adeguare gli sforzi per realizzarlo". 
Ora vi propongo un gioco; provate a rileggere questi estratti sostituendo al nome "Europa" il vostro nome. Suono altrettanto bene non trovate?
In effetti mi paiono concetti che ognuno di noi potrebbe far propri, applicandoli in piccolissima scala anche alla propria speciale esistenza...chissà che in qualche modo anche questi singoli sforzi contribuiscano a "trasformare i nostri obiettivi in realtà"?
Buona mezza settimana a tutte/i!

lunedì 2 aprile 2012

Il principio della maionese

"Ed è solo quando ho iniziato ad accettarmi per quella che sono, con le mie debolezze e le mie imperfezioni, che ho potuto cominciare finalmente a vivere. A essere oggi fra la gente. Posso assicurarvi che è proprio 'grazie' alle mie ferite - che sono sempre là e non guariranno mai, e con cui dovrò sempre 'fare i conti' - che posso darvi alcune piste di riflessione filosofica riguardo appunto alla questione: cosa fare delle nostre ferite". (p.16)
Io credo che siano i libri a trovarci, escogitando dei piani accurati e perfetti. Facendo in modo che una persona che stimiamo ci nomini un'autrice, che qualche mese dopo ci si trovi in un'altra città dove un'altra persona ci indica una libreria che non possiamo perdere e che una terza persona disdica un appuntamento donandoci la possibilità di entrare. Che si faccia incetta di vari titoli ma che non si riesca ad andarsene fino a quando, al terzo giro, l'occhio cade finalmente sul libro che ci stava aspettando, naturalmente uscito proprio pochi giorni prima.
Quando questo succede, non ci si meravigli che ogni pagina sembri scritta esattamente per noi in quel momento: l'unica cosa che possiamo fare è predisporci pazientemente all'ascolto.
"Imparare a convivere con l'alterità che ci portiamo dentro non è facile per nessuno" (p.42) ci dice Michela Marzano; "la sensazione di non essere adatti ce la portiamo dentro tutti...e non passa mai..." (p.53) ma d'altra parte "è meglio rischiare di essere traditi che perdere la possibilità di aprirsi agli altri chiudendoci in una sterile solitudine" (p.24).
Se qualcosa di simile vi frulla in testa e sotto la pelle, lasciatevi trovare da questo prezioso libro, amiche e amici, e soprattutto ribelliamoci ancora una volta a chi ci vuole convincere che conformarsi alle aspettative altrui sia il minore dei mali, in base a un perverso "principio della maionese: se si impazzisce significa che non avete seguito la ricetta alla lettera" (p.44).
Non so voi, ma sapendo che tutto sommato si sopravvive, preferisco sforzarmi a correre il rischio!
Buona settimana a tutte/i!

domenica 25 marzo 2012

Stupore e tremori

J'explorais des catégories grammaticales en mutation: "Et si Adam Johnson devenait le verbe, dimanche prochain le sujet, jouer au golf le complément d'objet et monsieur Saito l'adverbe? Dimanche prochain accepte avec joie de venir Adamjohnsoner un jouer au golf monsieurSaitoment. Et pan dans l'oeil d'Aristote!" (p. 12)

Recenti statistiche rilevano che il 57% di donne e uomini europei sotto i 35 anni vorrebbero cambiare lavoro. In questa assolata domenica di primavera consiglio a noi tutti là dentro e fuori la lettura di "Stupeur et tremblements" (ed. it. Guanda) di Amélie Nothomb, un ottimo viatico per tener duro fino a che si riesce ed eventualmente lasciare la propria occupazione verso nuove avventure, con sana nostalgia ma senza rimpianti.
Seguire la protagonista durante l'anno di lavoro alla potente azienda giapponese Yumimoto, al termine del quale arriverà ad essere retrocessa fino a sorvegliante dei bagni, vi farà ridere anche delle vostre disgrazie quotidiane e in fondo al cuore ringrazierete di non avere come capi il laido Omochi che vi urla in faccia le peggio cose nonostante i vostri sforzi o il perfido Saito al quale non andrà mai bene nulla di quello che fate o non fate, nonostante per lui siate disposte/i a mettere in discussione certezze che vi accompagnano dalle elementari, come le categorie grammaticali! A seconda del vostro carattere e della vostra situazione al lavoro più o meno disastrosa, proverete sentimenti contrastanti nei confronti dell'irreprensibile Mori Fubuki, diretta superiore della nostra eroina, causa più o meno diretta di tutte le sue disgrazie. Scrittura irresistibile, con un occhio sempre attento a cogliere i particolari più grotteschi della vita e a farci sbirciare la realtà giapponese con tutte le sue particolarità che da "bianca" mi sentirei di definire lontane follie, come la condizione in cui lavorano e vivono le donne nelle imprese e nella società nipponica: "ici commence l'interminable thèorie de tes devoirs stériles. Tu devras etre irréprochable, pour cette seule raison que c'est la moindre des choses. Etre irreprochable ne te rapportera rien d'autre que d'etre irréprochable, ce qui n'est ni une fierté ni encore moins une volupté". (p. 95)
Mi correggo...sono effettivamente follie ma forse non così lontane...
Buona lettura e buon lavoro a tutte/i!

domenica 11 marzo 2012

I'm in love with the CIRQUE

Amici e Amiche..wah! 


Sono appena tornata a casa dallo spettacolo del Cirque du soleil "Alegria" e non ne sono ancora uscita del tutto! Ma che magia! Ma che poesia! I tipi che saltano sui tappeti elastici e intanto che volteggiano sembrano fermarsi a mezz'aria per poi decidere dopo qualche interminabile secondo di tornare a terra! Incredibili! Le tipe che si contorcono come splendidi serpenti e tu pensi "oddio ma come fanno"?!  
I trapezisti fantastici che ad ogni salto ti tolgono il respiro, la ragazza-cerchio alias la donna più coordinata del mondo!
I due che giocano col fuoco come niente fosse, i tipi che fanno dei salti multipli mortali e carpiati...atterrando su delle barre larghe 15 cm...e tu a bocca aperta...
...ed infine i clown che comunque non smettono di far ridere!
Insomma, un'esperienza unica e davvero coinvolgente... mi è anche venuta in mente una pubblicità progresso: lascia il mondo fuori. Entra nel Cirque!
Buona settimana a tutti/e!

giovedì 8 marzo 2012

A tutti gli studenti e le studentesse

Ci sono autori che magari non sono i vostri preferiti, che forse non considerate i migliori di tutti, che a volte scordate di citare quando vi fanno domande sulle vostre letture, ma dei quali non vi perdete un libro e vi precipitate in libreria appena vedete il bollino "novità" sulla loro ultima opera...
Ecco, per me Alan Bennet è questo tipo di autore e quando ho visto gli "Studenti di storia" l'ho subito acquistato e divorato. 
Traduzione italiana di una pièce teatrale rappresentata per la prima volta a Londra nel 2004, è un testo nel miglior stile bennettiano, ironico, gaio, tagliente e allo stesso tempo profondo, che non smette di ribaltare le convenzioni, questa volta interrogandosi sull'utilità dello studio della storia e della letteratura oggi...
Avrà ragione il giovane Prof. Irwin:
[La storia] è performance. E' spettacolo. E quando non lo è fate in modo che lo diventi. (p. 88)
Oppure il vecchio Prof. Hector:
Oh si, utili...una prova scritta è come un albero di Natale, bisogna decorarla con tante belle "chicche". Il problema è che loro le hanno imparate a memoria. Par coeur. La loro dimora è il cuore, e come tutti i contenuti del cuore non vanno profanati spiattellandoli a comando." (p. 104)
O ancora la Prof.ssa Lintott:
"La storia è il commento alle varie e continue incapacità degli uomini. E' la processione delle donne che li seguono col secchio e lo straccio." (p. 148)
Ci troveremo a chiederci come Dakin a Irwin:
"Professore, ma lei è convinto di  quello che dice o vuole solo spingerci a riflettere?" (p. 79)
E riconosceremo l'amara verità nelle parole del Preside: 
"Non è che [Hector] non produca risultati. Li produce. Ma sono imprevedibili, non quantificabili e, visto l'attuale clima educativo, inutilizzabili. Lui starà anche facendo il suo lavoro, ma io non conosco un metodo che mi permetta di valutarlo." (p. 126)
Insomma, libro assai divertente e assai interessante. E qualunque sia la vostra risposta sull'utilità della storia..."passate il testimone. A volte è la sola cosa che potete fare. Prendetelo, tenetelo fra le mani e passatelo. Non per me, non per voi ma per qualcuno, chissà dove, un giorno. Passatelo ragazzi. E' questo il gioco che volevo insegnarvi. Passate il testimone". (Prof. Hector - p. 178)

domenica 26 febbraio 2012

Strangers in Paradise

New York, 1993: Terry Moore riprendendo i personaggi di alcune sue strisce, crea il fumetto "Strangers in Paradise" che racconta la storia della relazione tra Katchoo - artista dal passato iper-violento ma con una grandissima forza di volontà e con il sogno di cambiare almeno il futuro - Francine - la sua bella e insicura migliore amica che dal liceo in avanti, volente o nolente, le resta legata anima e corpo - e David - ex adolescente malavitoso ora sensibile studente di arte - che entra a far parte della loro vita.
E' un fumetto splendido, per grafica, personaggi, intreccio e colonna sonora, la celebrazione di quella forma d'amore che è l'amicizia, senza la quale saremmo solo "stranieri in paradiso"!
C'è di tutto qui dentro, si ride un sacco nelle prime strisce e ci si strugge commossi andando avanti, non ci si riesce a staccare seguendo il coté thriller e ci si affeziona ai personaggi al punto da non saper più scegliere a chi prestare più attenzione! C'è forte la difficoltà di far fronte a tutte quelle cose strane e a volte terribili che capitano e la consapevolezza che grazie alla presenza di chi ci ama, non siamo soli a passarci in mezzo! Ci sono domande sul senso delle parole "amore", "casa", "felicità", "passato", "famiglia", "sè"...c'è anche qualche possibile risposta e di sicuro molto materiale per evadere, sognare e riflettere!
Dalla fine della seconda serie in poi devo ammettere che diventa tutto un po' un casino e sfocia nel grottesco abbandonando gli antichi splendori...ma la prima serie e buona parte della seconda sono da imparare a memoria...garantisco...ci sono alcuni fotogrammi che ricorderete per sempre e presto o tardi vi serviranno nella vita!! :)
Buona settimana e buona lettura...