Carissimi
e carissime, se anche voi qualche volta vi siete chiesti come abbiano
vissuto l'infanzia o la giovinezza i nostri nonni e nonne durante la
II guerra mondiale, vi consiglio questo tuffo nel passato che Miriam
Mafai, con il suo “Pane
nero” ci consente di fare! E' un libro umanissimo e coinvolgente
che racconta la vita quotidiana di donne e uomini in Italia
dal 1940 fino al 1945, introducendoci alle serate di gala della
Milano bene ancora intoccate all'inizio della guerra, nelle file per
i razionamenti che man mano divengono più lunghe e affamate, nelle
fughe notturne dagli appartamenti al suono delle sirene d'allarme,
sui tram guidati dalle donne che per la prima volta possono avere un
lavoro, sui marciapiedi dove, secondo le parole di Mussolini nel 1942: “non c'è mai stata dimostrazione alcuna contro la guerra. Solo
a Genova una donna, dico una donna soltanto, ha gridato che era ora
di finirla”.
La donna si chiamava
Silvia Bozzolo e aveva aggredito un gruppo di gerarchi nazisti che in
divisa aspettavano Mussolini sul portone di palazzo Petrone dove
allora aveva sede la Federazione Fascista. “Maledetti figli di
bagascia!”, aveva gridato, “l'avete voluta la guerra ed ecco come
siamo ridotti...fatela finita, tanto non la vincerete mai!'. La
poveretta era fuori di sé, e non risulta che a suo carico siano mai
stati presi provvedimenti. (pp.
138-139)
Effetti collaterali: fa
venire una gran fame a qualunque ora del giorno e della notte. Rende
il passato più vicino e attuale. Aumenta la consapevolezza e
gratitudine del presente.

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RispondiEliminaEcco una buona occasione per procurarsi questo bel libro!