venerdì 27 gennaio 2012

Siamo lo stesso coinvolti. Giornata della Memoria 2012.

Quei delitti mi facevano orrore, ma non mi sorprendevano, ne sentivo la possibilità 
dentro di me e appunto perché sentivo in me questa possibilità mi facevano orrore. 
Simone Weil, Attesa di Dio, Adelphi
 

domenica 22 gennaio 2012

La frattura della quiete. Riflessioni lacaniane sul Desiderio.

L'attesa e la veglia traducono la speranza e la promessa che vi sia un avvenire possibile, che non tutto sia già scritto, che vi sia spazio per il non ancora visto e per il non ancora conosciuto, per un orizzonte diverso del mondo. [...] La rivolta è innanzitutto un moto del corpo -come l'indignazione- che non obbedisce al principio di realtà, che non si adatta a ciò che esiste, ma che invoca il cambiamento, la trasformazione dell'esistente come esigenza della vita. [...] La noia quando si manifesta rivela l'assenza dell'ossigeno del desiderio che rende l'aria respirabile e ci sospinge verso una finestra, uno spiraglio, una nuova possibilità di respiro. [...] Il soggetto panicato ha la percezione dell'altrove, la crisi di panico segnala infatti l'emergenza del desiderio rispetto al quale il soggetto si manteneva [..] in una posizione difensiva.
(p. 113 e seg.ti "Il desiderio dell'Altrove")

Sia lode ai divulgatori! Non so voi, ma io farei un monumento a quelle persone che si impegnano -riuscendoci benissimo- a rendere comprensibili alle umane genti concetti importanti che altrimenti perderemmo con danni inconsci ma sospetto assai profondi.
Dopo Simone Weil, ci perdonino entrambi, parliamo di Massimo Recalcati, noto e affascinante psicanalista lacaniano, che all'inizio di questo 2012 ci regala un saggio utilissimo per riflettere sul tema del Desiderio, apparentemente in via d'estinzione un po' come il Padre del suo libro precedente... (M. Recalcati, Cosa resta del Padre, Cortina, 2011)
Siam sempre lì, meno male c'è chi si accorge che alcune "anticaglie" vanno salvaguardate! Vi consiglio caldamente la lettura, sono meno di 200 pagine scritte in carattere 14 con margine 3, molto dense e decisamente interessanti. Potete anche assumerlo a piccole dosi, è diviso in comodi capitoli. Insomma, ben scritto e ben strutturato per far rimanere appiccicato qualche importante spunto di riflessione anche alle nostre povere menti iper-moderne, iper-distratte e iper-sulla difensiva! Del resto...Non è forse il tempo della massima chiusura anche il tempo in cui una nuova apertura diventa possibile? (p. 116)

mercoledì 18 gennaio 2012

Post Scriptum


Sono passati circa 2500 anni da quando in Grecia si scrivevano bellissimi poemi. Ormai, a leggerli, sono quasi soltanto coloro che si specializzano in questo studio, ed è un peccato. Perchè questi antichi poemi sono talmente umani da essere ancora molto vicini a noi e possono interessare tutti. Sarebbero persino molto più commuoventi per quanti sanno che cosa significhi lottare e soffrire, piuttosto che per coloro che hanno trascorso la loro vita tra le quattro mura di una biblioteca.

Simone Weil, filosofa francese, una delle figure più rilevanti del panorama intellettuale del Novecento, a 26 anni lascia per qualche mese il lavoro di insegnante di liceo per sperimentare di persona il lavoro di operaia in fabbrica e rimane, com'è lecito pensare, molto impressionata dalle condizioni di lavoro e di vita degli operai. Conosce così il direttore tecnico di una fonderia parigina che ha ideato una sorta di giornale interno da utilizzare come mezzo di comunicazione per stabilire un contatto meno autoritario con gli operai. Simone si offre di collaborare a questa pubblicazione con dei brevi articoli che rendano accessibili [...] i capolavori della letteratura greca. Di fatto viene pubblicato solo il primo, sull'Antigone, perché nel frattempo scoppiano i grandi scioperi operai del giugno 1936.
Ora, come direbbe Carmen Consoli, "sia ben intèso ògni riferimènto non è puramènte casuale, non è puramènte genèrico"... Infatti, cari e care i miei e le mie topoloni/e da biblioteca, -categoria in cui mi metto in prima fila ovvio!- che non smettiamo di lasciarsi affascinare dalle humanae litterae, scrolliamoci la polvere e andiamo a far rivivere queste storie! Raccontiamole a chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscerle. Scommetto che ce ne saranno eternamente grati/e!! :)

domenica 15 gennaio 2012

Da che cosa scappate voi tutti. Tributo a Christa Wolf.

Acamante: Ovvio che io non intenda mostrare a Leuco come mi colga, di fronte alla sua vita tranquilla, tenuta a rispettare solo le sue stesse norme, una punta d'invidia. Non si può avere tutto. 
Inutile dire che ho incontrato Medea davanti alla sua porta, nella torre. Ciò non mi piace. Che cosa si sta profilando in quel posto? Se cerca consolazione presso di lui, si accomodi. Se lì dovesse nascere un'alleanza per contrastare le misure che presto dovremo prendere, allora non potrei più proteggere nemmeno Leuco, e non è tra le cose che mi auguro. Spesso sono costretto a pensare, per metà con ira, per metà con turbamento, alla domanda che fece Medea quando, dopo la nostra lunga conversazione, mi lasciò. Domandò: da cosa scappate voi tutti. (p. 128)

Qual'è il vero mito di Medea? Non credo si possa rispondere. Il mito è per sua stessa natura inafferrabile, non riconducibile ad un'unica forma ma capace di svelare qualcosa di nuovo ogni volta che viene raccontato, con uguali o differenti parole, a una oppure a diverse voci. Con questa magistrale rielaborazione, Christa Wolf ci insegna, proprio come Medea, che riuscire a vedere oltre le apparenze è possibile, può anche diventare pericoloso e dopo averlo fatto, per certe persone diventa impossibile tacere.  Credo che oltre alla poeticità e alla bellezza estrema, in questo libro si debba riconoscere una sinfonia a più voci che celebra proprio questa impossibilità a lasciar correre, una volta visto, il "delitto" sul quale il "potere della società" si fonda. Sapete di cosa sto parlando: di uno squarcio nel velo che ammanta la realtà fino a renderla "normale" e che cela sotto di sé la violenza e il dolore che spesso sono proprio il prezzo per la conservazione di tale"normalità". 
Siamo ancora a gennaio, in tempo per aggiungere buoni propositi: continuiamo ad aver voglia di guadare oltre qualsiasi velo, di fidarci di ciò che abbiamo visto, di raccontarlo...

giovedì 12 gennaio 2012

Scrivere il curriculum


       
 Che cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
   A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
   E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti. 
Cambiare paesaggi in indirizzi 
e malcerti ricordi in date fisse.
   Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
   Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificienze senza motivazione.
   Scrivi come se non parlassi mai con te stesso 
e ti evitassi.
   Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
   Meglio il prezzo che il valore 
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa che non dove va
colui per cui ti scambiano.
   Aggiungi una foto con l'orecchio ben in vista.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


Wislawa Szymborska, La gioia di vivere, Adelphi, 2009

domenica 8 gennaio 2012

Come molti ho un sogno: che il mondo cambi

Tunisi, ca un anno fa: il dittatore Ben Alì lascia il potere dopo 24 anni di violenza, ingiustizia, tortura, censura, in seguito alla mobilitazione di migliaia di donne e uomini, soprattutto giovani, che hanno sfruttato a favore della democrazia le risorse della rete, uno strumento sognato per la democrazia diretta, dei cittadini, [...] il cui potere è l'immediatezza, la spontaneità, la capacità di collegare le persone le une alle altre, [...] un'incredibile, incomparabile rete di solidarietà (pp. 30-31).
Tra coloro che sognano un mondo senza tortura, senza censura, senza violenza, in cui ognuno abbia le stesse possibilità (p. 31), Lina Ben Mhenni, una ragazza di 27 anni, apre un blog (http://atunisiangirl.blogspot.com) in cui denuncia, nonostante i rischi per sè e la sua famiglia, la corruzione e le violenze del governo, attraverso le parole, i racconti, le immagini delle persone che incontra sulle strade del suo paese; ancora oggi Lina continua la sua missione di descrivere la situazione della Tunisia, che resta purtroppo lontana dal risolversi nel senso sperato da lei e dagli altri giovani cyberattivisti.
Oltre al suo blog, merita attenzione il breve libro "Tunisian Girl. Une blogueuse pour un printemps arabe" uscito da poco in Francia per la Indigène éditions -quelli che han pubblicato "Indignatevi" di S. Hessel, per intenderci- in cui Lina ripercorre le tappe fondamentali della Primavera Tunisina attraverso il racconto della sua esperienza di blogueuse...super interessante soprattutto perchè ci rende questi avvenimenti vicini, come in effetti sono o almeno dovrebbero essere!!! Non mi risulta ancora tradotto in italiano ma spero lo facciano presto...altrimenti ci pensiamo noi, ci state?

giovedì 5 gennaio 2012

Parliamo di Dottoresse









Parigi, 1897: in occasione del 50° anniversario della prima donna laureata in medicina, Miss Elizabeth Blackwell, un altro medico, Marcel Baudouin decide di pubblicare un'opera in più volumi sulla storia delle donne medico dall'antichità ai giorni nostri per difendere la causa della libertà assoluta della Donna, se non addirittura le dottrine femministe moderne. (p. V)
Il primo volume "Femmes médecins d'autrefois" raccoglie le notizie biografiche delle mediche dall'Antica Grecia al XVIII secolo.
Così veniamo a conoscere Agnodice, un'ateniese del I secolo a.C. che per seguire le lezioni di arte medica si vestì da uomo e divenne una professionista stimata e richiesta. I suoi colleghi invidiosi la trascinarono al tribunale dell'Areopago, con l'accusa di sfruttare la sua abilità al solo scopo di sedurre le clienti. Di fronte ai giudici svelò la propria identità confondendo gli accusatori ma alla fine venne comunque condannata per esercizio illegale della professione. Le sue pazienti intervennero a proteggerla e i giudici revocarono la sentenza e abolirono la legge che impediva alle donne di esercitare l'arte medica!
Da notare che ad un'altra donna greca, Salpè, dobbiamo l'invenzione di una delle prime creme depilatorie!
Curiosamente poi, nel XV secolo, una ragazza polacca di cui le fonti non riportano il nome, dovette ricorrere al medesimo stratagemma di vestirsi da uomo per poter studiare medicina, cosa che fece con ottimi risultati diventando la più brava del corso ma venne scoperta e accusata di fronte al tribunale ecclesiastico. Gli altri studenti si schierarono dalla sua parte e i giudici "clementi" decisero di chiuderla in convento!
Infine una notazione linguistica; nel latino dei primi secoli d. C. esisteva già la parola medica... e oggi?

domenica 1 gennaio 2012

Changing the world, book by book

"And then, I don't believe one ever knows people in their own surroundings; one only knows them away, divorced from all the little strings and cobwebs of habit. Long Barn, Knole, Richmond, and Bloomsbury. All too familiar and entrapping. Either I am at home and you are strange; or you are at home, and i am strange; so neither is the real essential person, and confusion results. But in the Basque provinces, among a horde of zingaros, we should both be equally strange and equally real. On the whole, I think you had much better make up your mind to take a holiday and come."


Vita


Amici e amiche, vorrei inoltrarvi un augurio speciale tramite questo libro, anch'esso speciale per almeno due ragioni:
1. quattro anni fa mi innamorai di Virginia Woolf, cercai questo testo per mesi, lo attesi con impazienza estrema quando lo inviarono via nave dagli USA e il momento in cui arrivò e cominciai a leggerlo lo ricordo come uno dei picchi di felicità di tutto un periodo. Si tratta di una raccolta di lettere che la scrittrice Vita Sackville West indirizzò alla già famosissima Virginia Woolf, lettere piene di ammirazione, interesse, cura, amicizia, amore...un tipo di scrittura profonda e genuina, in cui questi "mostri sacri" della letteratura si calano nella loro concretezza umana e storica...incredibili. C'è anche una parte più viscerale in tutto ciò, impregnata da uno spirito decisamente voyeuristico, che trae un piacere  meno raffinato ma forse più intenso a "spiare" nelle vite interiori dei personaggi che amiamo e in quelle di chi li ha potuti amare dal vivo, nelle pieghe più intime e disarmate...
2. la ricerca di questo libro, poi, mi ha permesso di conoscere l'impresa (http://www.betterworldbooks.com) di alcuni ragazzi dell'Indiana che grazie a una semplice idea -trovare il modo di impedire che ogni anno milioni di libri usati e spesso rari fossero buttati via- hanno creato un'enorme rete di acquisto e rivendita di used books, che vengono consegnati in tutto il mondo tramite spedizioni ecocompatibili -senza aerei per esempio- e il ricavato viene reinvestito in progetti letterari di ogni tipo.
Morale...che nel 2012 possiate seguire fino in fondo le vostre passioni più  folli, intime e profonde -innanzitutto senza vergognarvene- e che questo possa portare a voi e alla comunità sorprendenti novità.
Buon Anno...