domenica 22 gennaio 2012

La frattura della quiete. Riflessioni lacaniane sul Desiderio.

L'attesa e la veglia traducono la speranza e la promessa che vi sia un avvenire possibile, che non tutto sia già scritto, che vi sia spazio per il non ancora visto e per il non ancora conosciuto, per un orizzonte diverso del mondo. [...] La rivolta è innanzitutto un moto del corpo -come l'indignazione- che non obbedisce al principio di realtà, che non si adatta a ciò che esiste, ma che invoca il cambiamento, la trasformazione dell'esistente come esigenza della vita. [...] La noia quando si manifesta rivela l'assenza dell'ossigeno del desiderio che rende l'aria respirabile e ci sospinge verso una finestra, uno spiraglio, una nuova possibilità di respiro. [...] Il soggetto panicato ha la percezione dell'altrove, la crisi di panico segnala infatti l'emergenza del desiderio rispetto al quale il soggetto si manteneva [..] in una posizione difensiva.
(p. 113 e seg.ti "Il desiderio dell'Altrove")

Sia lode ai divulgatori! Non so voi, ma io farei un monumento a quelle persone che si impegnano -riuscendoci benissimo- a rendere comprensibili alle umane genti concetti importanti che altrimenti perderemmo con danni inconsci ma sospetto assai profondi.
Dopo Simone Weil, ci perdonino entrambi, parliamo di Massimo Recalcati, noto e affascinante psicanalista lacaniano, che all'inizio di questo 2012 ci regala un saggio utilissimo per riflettere sul tema del Desiderio, apparentemente in via d'estinzione un po' come il Padre del suo libro precedente... (M. Recalcati, Cosa resta del Padre, Cortina, 2011)
Siam sempre lì, meno male c'è chi si accorge che alcune "anticaglie" vanno salvaguardate! Vi consiglio caldamente la lettura, sono meno di 200 pagine scritte in carattere 14 con margine 3, molto dense e decisamente interessanti. Potete anche assumerlo a piccole dosi, è diviso in comodi capitoli. Insomma, ben scritto e ben strutturato per far rimanere appiccicato qualche importante spunto di riflessione anche alle nostre povere menti iper-moderne, iper-distratte e iper-sulla difensiva! Del resto...Non è forse il tempo della massima chiusura anche il tempo in cui una nuova apertura diventa possibile? (p. 116)

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